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Eclissi Solare Totale

Eclissi solare totale del 12 agosto 2026 - La guida completa

Il 12 agosto 2026 un’eclissi solare totale attraverserà la Russia artica, l’Oceano Artico, la Groenlandia, l’Islanda, l’Oceano Atlantico e la Penisola Iberica. La fascia della totalità interesserà soprattutto la Spagna settentrionale e orientale, oltre a una piccola porzione dell’estremo nord-est del Portogallo.

Eclissi solare totale del 12 agosto 2026 - La guida completa

Per chi si troverà nella posizione giusta, la Luna coprirà completamente il disco solare per un massimo di circa 2 minuti e 18 secondi. Dall’Italia l’eclissi sarà invece visibile soltanto come parziale, con il Sole molto basso sull’orizzonte durante le fasi finali. L’evento sarà la prima eclissi solare totale osservabile dalla terraferma dell’Europa continentale dal 1999. In senso geografico più ampio, altre totalità sono state osservabili in territori europei, tra cui le Fær Øer e le Svalbard nel 2015. L’eclissi totale del 2006, spesso citata in questo contesto, interessò invece soprattutto la Turchia asiatica.

Cos’è un’eclissi solare totale

Un’eclissi solare totale si verifica quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole e il suo disco copre completamente quello solare per gli osservatori situati nella fascia d’ombra proiettata sulla superficie terrestre. Il Sole ha, ricordiamo, un diametro di circa 1,39 milioni di chilometri, mentre quello della Luna misura circa 3.474 chilometri: la nostra stella è quindi quasi 400 volte più grande. Tuttavia, il Sole è anche circa 400 volte più lontano dalla Terra rispetto alla Luna. Per questo motivo, i due corpi celesti presentano nel cielo dimensioni solo apparenti simili. Quando l’allineamento è sufficientemente preciso, la Luna può oscurare la fotosfera solare, cioè la superficie apparente del Sole. Durante la totalità infatti diventano visibili la corona solare e, in alcuni momenti, le protuberanze. La cromosfera può essere osservata soprattutto per pochi istanti a ridosso dell’inizio e della fine della totalità, insieme alle perle di Baily e all’anello di diamante. La totalità è osservabile soltanto all’interno di una fascia relativamente stretta, che si sposta rapidamente sulla superficie terrestre. Al di fuori di quella fascia l’eclissi può essere parziale, anche molto profonda, ma una porzione della fotosfera rimane visibile e la corona non può essere osservata a occhio nudo in sicurezza. L’eclissi del 12 agosto 2026 appartiene al ciclo di Saros 126. Il Saros è un intervallo di circa 6.585,3 giorni, equivalenti a 18 anni, 11 giorni e circa 8 ore, dopo il quale Sole, Terra e Luna tornano in una configurazione geometrica molto simile. Questo intervallo corrisponde approssimativamente a 223 mesi sinodici, 242 mesi draconici e 239 mesi anomalistici: si ripetono quindi quasi contemporaneamente la fase di Luna nuova, il passaggio della Luna vicino a uno dei nodi della sua orbita e una distanza lunare simile. Le eclissi appartenenti alla stessa serie hanno perciò caratteristiche comparabili, ma non si verificano nello stesso punto della Terra. Le circa otto ore aggiuntive fanno ruotare la Terra di circa 120 gradi tra un’eclissi e la successiva, spostando la fascia dell’ombra verso una diversa regione del pianeta. Dopo tre Saros, cioè circa 54 anni e 34 giorni, si verifica un ciclo detto exeligmos e la regione geografica interessata torna a essere più simile. La serie 126 si verifica al nodo discendente dell’orbita lunare. L’eclissi del 12 agosto 2026 è il 48º evento della serie, che comprende complessivamente 72 eclissi. La magnitudine sarà circa 1,039 e il valore gamma circa 0,898. La durata massima della totalità sarà di 2 minuti e 18 secondi; il punto di massima eclissi si troverà nell’area dell’Atlantico settentrionale, a circa 65,2° di latitudine nord e 25,2° di longitudine ovest. La magnitudine sarà circa 1,039 e il valore gamma circa 0,898. La durata massima della totalità sarà di 2 minuti e 18 secondi; il punto di massima eclissi si troverà nell’area dell’Atlantico settentrionale, a circa 65,2° di latitudine nord e 25,2° di longitudine ovest. Sarà inoltre la prima eclissi solare totale visibile dall’Islanda dal 30 giugno 1954. Per la Spagna continentale, il principale riferimento storico è l’eclissi totale del 30 agosto 1905. Il 17 aprile 1912 si verificò anche un’eclissi ibrida, osservata come totale per un intervallo estremamente breve in una fascia molto stretta della Penisola Iberica. Per questo motivo alcune ricostruzioni considerano il 1912 come l’ultimo precedente di una totalità, mentre altre indicano il 1905 come l’ultima eclissi totale significativa osservabile dalla Spagna.

Il percorso della totalità

L’ombra della Luna inizierà il suo percorso nella Russia artica. Da lì attraverserà l’Oceano Artico, passerà a sud del Polo Nord geografico e raggiungerà la Groenlandia e alcune zone dell’estremo ovest dell’Islanda.La fascia proseguirà quindi sull’Oceano Atlantico verso sud-est, raggiungendo la Spagna settentrionale. Attraverserà la Penisola Iberica in direzione generale sud-est, dalla costa atlantica verso quella mediterranea, fino ad arrivare alle Isole Baleari. La NASA indica inoltre una piccola porzione dell’estremo nord-est del Portogallo tra le aree interessate dalla totalità.In Spagna la fascia comprenderà diverse zone della Galizia, delle Asturie, della Cantabria, dei Paesi Baschi, della Castiglia e León, dell’Aragona e della Comunità Valenciana. Tra le località o aree comunemente indicate lungo il percorso figurano A Coruña, Oviedo, Santander, Bilbao, Burgos, León, Saragozza, Valencia e alcune zone della costa mediterranea.La posizione esatta della linea centrale e dei limiti della totalità varia però rapidamente anche a pochi chilometri di distanza. La fascia non sarà infatti un’unica linea, ma una zona delimitata da un bordo settentrionale e da uno meridionale. La sua larghezza potrà raggiungere circa 290 chilometri nelle aree più favorevoli, mentre la durata della totalità dipenderà dalla posizione dell’osservatore rispetto alla linea centrale.Madrid e Barcellona resteranno appena fuori dalla fascia della totalità. In entrambe le città l’eclissi sarà comunque molto profonda, ma un residuo anche minimo di fotosfera impedirà di vedere la corona solare a occhio nudo.Le percentuali precise dovrebbero sempre essere accompagnate dall’indicazione del criterio usato. La magnitudine dell’eclissi esprime infatti il rapporto tra il diametro apparente coperto e il diametro apparente del Sole, mentre l’oscuramento indica la frazione dell’area del disco solare coperta dalla Luna. Valori apparentemente simili possono quindi descrivere grandezze diverse.

Orari e condizioni di osservazione

Gli orari seguenti sono espressi in ora legale spagnola, CEST, cioè UTC+2, e valgono per le località indicate in Spagna. La Spagna e l’Italia avranno lo stesso fuso orario, ma gli istanti delle varie fasi non saranno uguali: ogni località avrà orari propri in base alla posizione geografica. In Italia l’eclissi sarà soltanto parziale, con il massimo generalmente compreso tra le 19:50 e le 20:22 CEST e con il Sole molto basso o già tramontato in alcune zone durante le fasi finali.A Palma di Maiorca e in altre zone delle Baleari la totalità avverrà molto vicino al tramonto e potrà durare circa due minuti, a seconda della posizione. Il Sole sarà comunque estremamente basso sull’orizzonte. Sarà quindi essenziale scegliere un luogo con visuale libera verso ovest o nord-ovest, senza colline, edifici, alberi o altri ostacoli.Prima di scegliere un punto di osservazione bisognerà controllare anche l’orizzonte reale e le condizioni meteorologiche previste. Un luogo teoricamente situato nella fascia di totalità potrebbe essere inadatto se il Sole, ormai basso, venisse nascosto da rilievi o nubi.Dall’Italia l’eclissi sarà visibile soltanto come parziale. Le percentuali maggiori si registreranno nelle regioni nord-occidentali e nella Sardegna nord-occidentale. Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e alcune zone della Sardegna potranno vedere un oscuramento superiore al 90%, localmente vicino al 95%, anche se il valore preciso dipenderà dalla località.A Genova, per esempio, l’oscuramento sarà di circa il 93-94% e il Sole raggiungerà il massimo dell’eclissi a un’altezza molto ridotta, intorno a 1,5° sull’orizzonte. Sarà quindi particolarmente importante disporre di un orizzonte occidentale completamente libero, preferibilmente verso il mare o da un punto sopraelevato.In nessun punto della terraferma italiana si verificherà la totalità. Anche con il 95% circa del disco solare coperto, il Sole resterà pericoloso da osservare senza un filtro appropriato.

Cosa si vede durante la totalità

Durante la fase parziale la Luna sembra avanzare lentamente sul disco solare, producendo il caratteristico effetto del “morso”. La luce ambientale cambia gradualmente e può assumere una tonalità insolita, mentre le ombre possono diventare più nette. Poco prima della totalità, in condizioni favorevoli, possono comparire le bande d’ombra, sottili variazioni luminose che si muovono rapidamente sulle superfici chiare.Il comportamento degli animali può cambiare, soprattutto quando il cielo si oscura rapidamente, ma la risposta non è uguale per tutte le specie e non deve essere descritta come un fenomeno universale. Le reazioni possono dipendere dalla specie, dall’ambiente, dalle condizioni meteorologiche e dal modo in cui l’oscuramento avviene.Poco prima e poco dopo la totalità possono apparire le perle di Baily, brevi punti luminosi prodotti dalla luce solare che passa attraverso valli e depressioni del bordo lunare. L’ultimo bagliore particolarmente intenso è noto come anello di diamante.Durante la totalità completa, e soltanto durante quella fase, è possibile osservare il Sole senza occhiali protettivi a occhio nudo. Il cielo diventa abbastanza scuro da rendere visibili alcuni pianeti e stelle luminose. Intorno al disco nero della Luna appare la corona solare, costituita da plasma rarefatto e strutturato in pennacchi e filamenti.Possono essere visibili anche le protuberanze, cioè strutture di plasma relativamente dense che si stagliano sul bordo della Luna. La loro presenza e la loro forma dipenderanno dall’attività solare al momento dell’eclissi.

Le eclissi nella storia

L’eclissi del 585 a.C.: Secondo Erodoto, durante una battaglia tra Medi e Lidi il cielo si oscurò improvvisamente. I combattenti interpretarono l’evento come un segno e interruppero lo scontro. L’episodio viene generalmente associato all’eclissi del 28 maggio 585 a.C. e alla cosiddetta eclissi di Talete. Le fonti antiche attribuiscono a Talete di Mileto la previsione dell’evento, ma non sappiamo con certezza quale metodo abbia utilizzato né quanto fosse precisa la previsione. È quindi più corretto presentare la vicenda come una combinazione di testimonianza storica, tradizione filosofica e interpretazione astronomica successiva. L’episodio è comunque importante perché mostra il ruolo che le eclissi ebbero nella storia delle civiltà e nella progressiva trasformazione dei fenomeni celesti da presagi divini a eventi naturali descrivibili e prevedibili. L’eclissi del 1919 e la relatività generale: Il 29 maggio 1919 un’eclissi totale permise di osservare stelle vicine al bordo apparente del Sole. La relatività generale di Einstein prevedeva che la gravità solare deviasse la luce proveniente da quelle stelle di circa 1,75 secondi d’arco, quasi il doppio rispetto alla previsione newtoniana nella formulazione allora utilizzata. La campagna osservativa fu organizzata dal Royal Greenwich Observatory sotto la supervisione dell’astronomo reale Frank Dyson. Arthur Eddington guidò la spedizione diretta all’isola di Príncipe, al largo dell’Africa occidentale, mentre Andrew Crommelin e Charles Davidson guidarono quella di Sobral, in Brasile. Le osservazioni risultarono compatibili con la previsione einsteiniana e contribuirono enormemente alla notorietà della relatività generale. È tuttavia più prudente dire che l’eclissi fornì una verifica osservativa celebre e storicamente influente, non una dimostrazione definitiva e priva di incertezze. Le misure erano difficili, le immagini non sempre ottimali e i risultati furono successivamente riesaminati. La conferma sperimentale della relatività generale è oggi sostenuta da numerose osservazioni indipendenti. L’eclissi del 1961 in Italia: Il 15 febbraio 1961 un’eclissi solare totale fu visibile da diverse zone d’Italia. Il fenomeno si verificò al mattino e, a seconda della località, la totalità durò circa due minuti. La durata massima dell’evento raggiunse circa 2 minuti e 45 secondi lungo la fascia centrale. Quella del 1961 è generalmente considerata l’ultima eclissi solare totale osservabile dalla penisola italiana nel XX secolo. L’eclissi del 12 agosto 2026 sarà invece soltanto parziale dall’Italia.

Il 2 agosto 2027 si verificherà un’altra eclissi totale molto importante per il Mediterraneo. La fascia della totalità attraverserà la Spagna, il Nord Africa e il Medio Oriente e passerà sul Mediterraneo a sud di Lampedusa. Dalla terraferma italiana, compresa l’isola di Lampedusa, l’eclissi sarà parziale, sebbene estremamente profonda. La totalità sarà invece osservabile in mare aperto, anche in prossimità delle acque territoriali italiane.

Come osservarla in sicurezza

Durante ogni fase in cui anche una parte della fotosfera solare è visibile, non bisogna guardare il Sole a occhio nudo. Questo vale anche quando il disco è coperto al 90%, al 99% o al 99,9%. Per osservare direttamente la fase parziale servono occhiali o visori solari conformi alla norma ISO 12312-2, acquistati da produttori e rivenditori affidabili. La conformità allo standard deve essere dichiarata dal produttore; non è sufficiente che un prodotto sia semplicemente molto scuro. Non sono sicuri i normali occhiali da sole, anche se molto scuri, le pellicole fotografiche o le lastre sviluppate, i vetri affumicati, i filtri neutri fotografici, i CD, i DVD, i materiali improvvisati e i filtri saldati o altri vetri non progettati per l’osservazione solare. Chi osserverà dall’Italia dovrà indossare la protezione per l’intera durata dell’eclissi, perché non si verificherà alcuna fase di totalità. Chi si troverà nella fascia della totalità potrà togliere gli occhiali soltanto dopo che la fotosfera sarà completamente scomparsa. Gli occhiali dovranno essere rimessi prima che ricompaia il primo punto luminoso del bordo solare. È importante preparare questa procedura in anticipo: il ritorno della luce è improvviso e non bisogna attendere di vedere il bagliore per reagire. La NASA conferma che l’osservazione senza filtro è sicura soltanto durante la breve fase di totalità completa. Binocoli, telescopi, teleobiettivi e altri strumenti ottici richiedono filtri solari progettati per quell’attrezzatura e montati saldamente davanti all’obiettivo o all’apertura dello strumento. Un filtro posto sull’oculare o dietro l’ottica può rompersi o surriscaldarsi a causa della luce concentrata, causando gravi danni agli occhi.

Come fotografarla

Durante tutte le fasi parziali è necessario utilizzare un filtro solare progettato specificamente per la fotografia e fissato davanti all’obiettivo. Non bisogna scegliere il filtro sulla base di un numero generico di stop: la trasmissione corretta dipende dal modello, dalla fotocamera, dall’obiettivo e dalle istruzioni del produttore. Un filtro per l’osservazione visuale non è automaticamente adatto alla fotografia. Per fotocamere, telescopi e teleobiettivi occorre utilizzare prodotti dichiarati idonei all’uso fotografico. I filtri devono essere montati anteriormente, mai dietro l’obiettivo o in un vano interno vicino al sensore. Durante la fase parziale si possono usare, come punto di partenza, ISO bassi, diaframmi medi o medio-chiusi e tempi rapidi. Non esistono però impostazioni valide per ogni combinazione di filtro e fotocamera: esposizione e istogramma devono essere controllati prima dell’evento. Durante la totalità, chi si trova realmente nella fascia dell’ombra potrà rimuovere il filtro dalla fotocamera. La corona è molto meno luminosa della fotosfera e richiede esposizioni più lunghe e differenziate. È consigliabile eseguire una sequenza di scatti con tempi diversi, dal millesimo di secondo per le regioni interne più luminose fino a tempi molto più lunghi per le parti esterne della corona. Il filtro deve essere reinstallato prima della fine della totalità, cioè prima del terzo contatto, quando la fotosfera ricomincia a comparire. Non bisogna aspettare il ritorno della luce per iniziare la procedura. Un teleobiettivo tra 200 e 500 millimetri può offrire un compromesso efficace tra dimensione del disco lunare e ampiezza della corona inclusa nell’inquadratura. Focali più lunghe mostrano meglio protuberanze e dettagli, ma rendono più difficile includere la corona esterna e mantenere il Sole nel campo. Il treppiede è consigliabile, soprattutto con focali lunghe e tempi di esposizione più lunghi. Un comando remoto o un autoscatto possono ridurre le vibrazioni. È opportuno provare in anticipo messa a fuoco, esposizione, inquadratura e rimozione e reinstallazione del filtro. Con uno smartphone è possibile fotografare il paesaggio e l’atmosfera dell’evento, ma non è realistico aspettarsi immagini dettagliate della corona senza attrezzatura specializzata. Durante la fase parziale lo smartphone deve essere protetto con un filtro solare adatto. Durante la totalità può essere utilizzato senza filtro soltanto se ci si trova realmente nella fascia della totalità e solo per la sua breve durata.

Un appuntamento da preparare

L’eclissi del 12 agosto 2026 sarà spettacolare per chi osserverà la totalità dalla Spagna, dall’Islanda o dalla Groenlandia, ma anche dall’Italia offrirà un’eclissi parziale notevole, soprattutto nel Nord-Ovest e in Sardegna. Per gli osservatori italiani, il principale appuntamento successivo sarà il 2 agosto 2027. La fascia della totalità passerà vicino a Lampedusa, ma non attraverserà la terraferma italiana né l’isola stessa; dall’Italia l’evento sarà quindi parziale, anche se con un oscuramento molto elevato. La preparazione sarà decisiva. Bisognerà scegliere un luogo con orizzonte libero, controllare le previsioni meteorologiche, procurarsi per tempo filtri affidabili e provare l’attrezzatura prima dell’evento. Durante la totalità i pochi minuti disponibili passeranno rapidamente; durante la fase parziale, invece, la sicurezza dovrà rimanere la priorità assoluta.

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