Il Ponte sullo Stretto: cosa sappiamo davvero, tra ingegneria da record, geologia e un'inchiesta per corruzione
Sessant'anni di progetti, tredici miliardi e mezzo di euro dichiarati, uno dei sistemi di faglie attive più studiati del Mediterraneo, e da giugno 2026 un'inchiesta della Procura di Roma per corruzione che coinvolge un ex vicepresidente della Corte dei Conti. Il Ponte sullo Stretto di Messina è arrivato, ad agosto 2026, al passaggio tecnico più avanzato della sua storia recente, ma la strada verso il primo colpo di piccone resta lunga, e i nodi irrisolti non sono pochi.

Il 6 agosto 2026 l'Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato all'unanimità il parere tecnico sul progetto definitivo del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, aprendo la strada al ritorno del dossier al CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) e, soprattutto, a un secondo esame della Corte dei Conti1. Non è un passaggio scontato: un anno prima, tra ottobre e novembre 2025, la stessa Corte dei Conti aveva negato il visto di legittimità alla delibera CIPESS che approvava il progetto, bloccando di fatto l'avvio dei cantieri2,3. Per questo vale la pena ricostruire, con ordine e con fonti verificabili, cosa c'è di solido, cosa è ancora oggetto di contenzioso e cosa resta, semplicemente, aperto.
Un iter fermato e riavviato
Il progetto definitivo era stato approvato dal CIPESS il 6 agosto 2025, con un costo dichiarato di 13,5 miliardi di euro interamente a carico dello Stato4. Il 29 ottobre 2025 la Corte dei Conti ha negato la registrazione della delibera; le motivazioni, rese note il 27 novembre, hanno indicato tra i rilievi principali la violazione della direttiva Habitat sulla conservazione degli habitat naturali, l'esclusione dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti dall'approvazione del piano tariffario e criticità nella modalità con cui la documentazione era stata trasmessa alla Corte stessa3,5. La Corte ha precisato di non essersi pronunciata sul merito o sull'opportunità dell'opera, ma solo sulla legittimità amministrativa dell'iter2.5. Il governo ha reagito con un decreto-legge (il cosiddetto "decreto Ponte", DL 32/2026) che ridefinisce il quadro normativo dell'opera e mira a superare i rilievi della Corte, imponendo al Ministero delle Infrastrutture di adeguare la procedura prima di un nuovo passaggio CIPESS1,6. È in questo quadro che si colloca il via libera tecnico del 6 agosto 2026: il giorno prima, il Consiglio dei Ministri aveva approvato una delibera "IROPI" (Imperative Reasons of Overriding Public Interest) che dichiara l'opera di "motivi imperativi di rilevante interesse pubblico", un passaggio richiesto dalla direttiva Habitat per le opere che incidono su siti della rete Natura 2000, di cui tre risultano interessati dal progetto, con misure di compensazione ambientale previste ma non necessariamente nello stesso luogo dell'impatto7. Il parere del Consiglio Superiore è favorevole ma accompagnato da una serie di osservazioni tecniche: lo stesso amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato all'ANSA che gli uffici tecnici della concessionaria avrebbero dovuto esaminare "le osservazioni che accompagnano il parere" prima di trasmettere la documentazione al Dipe per la nuova delibera CIPESS8. Il Ponte non è quindi ancora autorizzato: mancano la nuova delibera CIPESS e, soprattutto, il secondo giudizio della Corte dei Conti, lo stesso ostacolo che un anno fa ha fermato tutto1,9.
L'ingegneria da record mondiale su un terreno estremamente complicato
Il progetto ha una storia lunga quanto quella politica dell'opera: il primo concorso di idee internazionale per l'attraversamento fu bandito dal Ministero dei Lavori Pubblici nel 1969, e la soluzione poi individuata dalla società concessionaria Stretto di Messina risale al 199210. La versione attualmente in esame prevede una campata sospesa centrale di 3.300 metri, la più lunga mai realizzata al mondo, circa mille metri in più dell'attuale record detenuto dal ponte di Çanakkale in Turchia, con torri alte 399 metri e un impalcato che ospiterà sei corsie stradali e due binari ferroviari4. L'impalcato e la sfida del vento: Su una luce di queste dimensioni, il vento diventa il problema ingegneristico dominante, più della sola resistenza dei materiali. Il progetto adotta una soluzione chiamata "Messina Deck Style" (o "Messina Type Deck") che consiste non in un un unico impalcato scatolare, come nella maggior parte dei ponti sospesi, bensì in tre cassoni distinti, due laterali stradali e uno centrale ferroviario, collegati solo da travi trasversali poste a interasse di 30 metri11. Questa configurazione, sviluppata a partire dagli anni Novanta e in seguito ripresa su altre opere nel mondo, crea ampie zone "trasparenti" al flusso d'aria: il vento attraversa la struttura invece di investirla in pieno, riducendo le forze trasmesse alle torri11,12. Secondo la società concessionaria e il gruppo costruttore Webuild, il requisito di progetto è che il ponte resti aeroelasticamente stabile fino a una velocità del vento, a quota impalcato, di 270 km/h; le prove condotte in alcune tra le più importanti gallerie del vento al mondo, tra cui la NRCC in Canada, BMS nel Regno Unito, FORCE in Danimarca e il Politecnico di Milano, avrebbero dimostrato stabilità fino a 292 km/h10. Sul proprio sito, la società Stretto di Messina indica invece un valore di resistenza di progetto di 216 km/h, a fronte di una velocità media massima di circa 120 km/h registrata a quota impalcato in oltre vent'anni di monitoraggio eolico locale13: numeri che si riferiscono presumibilmente a soglie tecniche diverse (stabilità aeroelastica contro velocità di progetto), e che questo articolo riporta entrambi così come dichiarati dalle rispettive fonti primarie, senza poterli ricondurre a un'unica métrica sulla base della sola documentazione pubblica disponibile. Cavi, torri e fondazioni: Il sistema di sospensione principale è previsto con quattro cavi portanti, uno schema già impiegato con successo su ponti sospesi operativi da decenni come il George Washington e il Verrazzano-Narrows a New York e il 25 de Abril a Lisbona13. I cavi, e i pendini che ogni 30 metri collegano l'impalcato ai cavi principali, sono protetti da un sistema multilivello contro la corrosione: fili zincati, avvolgimento con ulteriore filo zincato, rivestimento in nastro elastomerico e deumidificazione interna tramite immissione di aria secca, una soluzione pensata per garantire la durabilità della struttura nei decenni di esercizio previsti11. Le torri, in carpenteria metallica, poggiano su grandi fondazioni in cemento armato circolari, rinforzate con interventi di jet grouting per la stabilità del terreno e la mitigazione del rischio di liquefazione in caso di sisma11. Il progettista strutturale dell'opera, lo studio danese COWI, è lo stesso che ha firmato il ponte di Çanakkale, attuale detentore del record di campata più lunga al mondo13. Monitoraggio e tecnologie digitali: Il ponte non è pensato come una struttura statica, ma come un sistema che verrà monitorato lungo l'intero ciclo di vita. Il progetto prevede oltre 3.800 sensori collegati a una sala operativa dedicata, e tre distinti "gemelli digitali", Structural, Service Life e Operation Digital Twin, pensati rispettivamente per il monitoraggio del comportamento strutturale in tempo reale, la stima della vita utile residua dei componenti e la simulazione gestionale dell'infrastruttura in esercizio14. Sul fronte geotecnico, la società prevede un sistema di controllo continuo del terreno tramite inclinometri, piezometri e tecnologie di interferometria terrestre e satellitare, pensato per individuare tempestivamente eventuali movimenti del suolo o instabilità geologiche, un accorgimento non banale, vista la complessità tettonica descritta più avanti in questo articolo13. Anche i carichi di vento di progetto derivano da un patrimonio di misurazioni pluridecennali raccolte da stazioni meteoclimatiche dell'Università di Genova, installate su Torre Faro e in altri punti dello Stretto14. Va infine ricordato che l'attraversamento vero e proprio è solo una parte del progetto complessivo, che comprende oltre 40 chilometri di collegamenti stradali e ferroviari tra le due sponde14. Il cantiere: fasi, materiali e obiettivi prestazionali: Il cronoprogramma pubblicato dal progetto prevede l'apertura dei cantieri con le cosiddette "opere anticipate" (piste di cantiere, campi base, bonifica di ordigni bellici, deviazione dei sottoservizi) a partire da settembre-ottobre 2025, i lavori di fondazione per torri e ancoraggi nel biennio 2026-2027, e l'avvio, da marzo 2027, della fase più propriamente spettacolare: la costruzione delle torri principali, l'assemblaggio del sistema di sospensione e la posa dei conci dell'impalcato sospeso lungo oltre tre chilometri; completamento e collaudo sono previsti per il 2032, con apertura al traffico nel 203315. Gli ancoraggi dei cavi richiederanno oltre 500.000 metri cubi di calcestruzzo armato complessivi15. Sul piano dei materiali, il sistema dei cavi principali adotta funi prefabbricate a fili paralleli, una tecnologia che supera la tradizionale filatura "filo per filo" impiegata su altri ponti sospesi storici, e dopo la compattazione ciascuno dei quattro cavi portanti avrà un diametro di circa 1,26 metri e una lunghezza di 5.320 metri11. Gli obiettivi prestazionali dichiarati dal progetto sono ambiziosi anche sul piano della durabilità: resistenza sismica fino a magnitudo 7,5 (Mw), stabilità aerodinamica per venti superiori ai 300 km/h (un valore che si aggiunge alle cifre di Webuild e della concessionaria già citate sopra, senza risolverne la discrepanza) e una vita utile in ambiente marino di oltre 200 anni15. Non tutto il mondo tecnico considera il quadro definitivamente chiuso: un'analisi della testata di settore Ingenio sul passaggio, deciso nel 2024, a una realizzazione per fasi costruttive anziché con un unico progetto esecutivo integrale ha segnalato in sede editoriale alcuni nodi tecnici ancora privi di risposta definitiva16.
La geologia dello Stretto: perché è un caso a sé
L’area si trova nel più ampio contesto tettonico di convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica. In questo settore del Mediterraneo centrale, la geodinamica è caratterizzata dalla subduzione, tuttora attiva al di sotto dell’Arco Calabro, della litosfera oceanica associata all’antico oceano della Tetide. A questo assetto si associa la complessa evoluzione dell’Arco Calabro-Peloritano e la presenza di un articolato sistema di faglie, prevalentemente distensive e trascorrenti, che interessano sia il versante siciliano sia quello calabrese. La combinazione di questi processi tettonici rende l’area una delle regioni a maggiore sismicità dell’intero bacino del Mediterraneo.14. La storia sismica della regione lo conferma. In un articolo a firma del presidente dell'INGV Fabio Florindo, tra i maggiori terremoti storici dell'Italia meridionale figurano gli eventi del 1693 in Sicilia (Val di Noto), del 1783 in Calabria, del 1857 in Basilicata e, appunto, del 1908 nello Stretto di Messina; l'analisi della sismicità storica evidenzia come il passato di questa fascia sia stato dominato da grandi terremoti distruttivi lungo il sistema calabro-siculo, mentre il periodo recente mostra prevalentemente eventi di magnitudo moderata15. La crisi sismica del 1783 in particolare, descritta dallo stesso INGV come una delle più violente e persistenti crisi sismiche degli ultimi duemila anni in Italia meridionale, si sviluppò immediatamente a sud-ovest dell'area che sarebbe stata colpita 125 anni dopo, nel 190816. Il terremoto del 28 dicembre 1908, di magnitudo stimata attorno a 7.1 (le stime del numero di vittime variano tra le fonti, da circa 60.000 a oltre 75.000), rase al suolo Messina e Reggio Calabria e resta, oltre un secolo dopo, oggetto di ricerca scientifica attiva sulla faglia, o sul sistema di faglie, che lo generò14,17. Gli scenari di danno elaborati dall'Osservatorio Etneo dell'INGV per un evento sismico paragonabile a quelli storici restituiscono numeri che aiutano a capire perché l'area resti sotto osservazione costante: solo per la città di Catania si stimano, in uno scenario di riferimento, circa 160.000 persone tra morti e feriti, con le altre città della Sicilia orientale similmente esposte17. Sul piano più strettamente geofisico, una campagna oceanografica condotta nel 2010 con la nave Urania da un consorzio di CNR, INGV e Università La Sapienza, pubblicata sulla rivista Scientific Reports (gruppo Nature), ha rilevato sul fondale dello Stretto un sistema di faglie attive14. Un nuovo studio pubblicato nel febbraio 2026 sulla rivista Tectonophysics da un consorzio di INGV, CNR e università italiane ed europee ha ampliato ulteriormente il quadro, descrivendo "un sistema complesso di faglie" che si estendono sia a terra sia in mare e si muovono "in modo coordinato", con segni di deformazione attiva individuati sui sedimenti recenti del fondale18. Interpellato da Euronews, il dirigente di ricerca INGV Gianluca Valensise ha inquadrato il lavoro come parte di un flusso costante di ricerca sull'area, sottolineando che comprendere la geometria delle faglie sotto lo Stretto "non è solo un esercizio accademico" ma è "fondamentale per migliorare la valutazione della pericolosità sismica in una delle zone più densamente popolate e vulnerabili d'Italia"19. È significativo, ai fini dell'equilibrio di questo articolo, che lo stesso presidente dell'INGV, Fabio Florindo, abbia precisato, in dichiarazioni riprese da Sky TG24, che lo studio del 2026 non rappresenta "la scoperta improvvisa di una faglia ignota o un elemento di pericolosità finora trascurato", criticando alcune letture giornalistiche che ne avevano dato un'interpretazione allarmistica: si tratta, ha spiegato, di "ricerca di base" che "non entra nel merito della progettazione infrastrutturale"20. Nella stessa occasione, la società Stretto di Messina ha dichiarato che lo studio "non ha alcun impatto sul Progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, che è aggiornato ai più recenti studi geosismotettonici"20.
Lo scontro istituzionale sul rischio sismico
È in questo quadro di ricerca in continua evoluzione che si colloca una vicenda più squisitamente istituzionale. Nel novembre 2024, rispondendo a un'interrogazione del deputato Angelo Bonelli, l'allora presidente dell'INGV Carlo Doglioni smentì per iscritto che l'Istituto avesse ricevuto un incarico ufficiale dalla società Stretto di Messina per condurre indagini sulle faglie attive nell'area, contraddicendo quanto riportato nella documentazione presentata alla Commissione VIA, che citava un'analisi sismica "a firma INGV"21,22. Secondo Doglioni, le uniche analisi disponibili erano state condotte da due ricercatori a titolo personale, non a nome dell'ente, e servirebbero approfondimenti tramite trincee paleosismologiche mai realizzate21. La società Stretto di Messina ha replicato che il progetto è "completo e dotato delle certificazioni necessarie" e che l'opera sarà "una delle strutture sismicamente più sicure in Italia e al mondo"22. Sul proprio sito istituzionale, la concessionaria sostiene inoltre che il posizionamento delle fondazioni della torre lato Calabria su sistemi di faglie attive "non è supportato da alcuna evidenza scientifica", sulla base di circa 400 indagini geologiche, geotecniche e sismiche condotte in fase di progettazione13. Sul fronte più strettamente ingegneristico, la stessa società sostiene che lo spettro di progetto raggiunga accelerazioni massime di 1,5 g per periodi di oscillazione brevi (tra 0,1 e 0,65 secondi), di scarso interesse per una struttura come il Ponte, che risponderebbe invece ai terremoti con oscillazioni di periodo molto più lungo, circa 3 secondi per le torri e 30 secondi per l'impalcato, a cui corrispondono accelerazioni nettamente inferiori13. Non è una controversia che questo o qualunque altro articolo possa sciogliere: resta un disaccordo, non del tutto sovrapponibile a quello, più tecnico, emerso dagli studi 2010-2026, tra un ex vertice tecnico dello Stato e la società concessionaria, con potenziali implicazioni rilevanti per la valutazione del rischio e per l'iter autorizzativo dell'opera.
I conti che (forse) non tornano
Sul fronte economico, la partita si gioca tra due letture opposte. Uno studio commissionato da Unioncamere Sicilia a Uniontrasporti, con il supporto tecnico-scientifico di Openeconomics, calcola un Valore Attuale Netto Economico positivo per 1,8 miliardi di euro e un Tasso Interno di Rendimento Economico del 4,51%, superiore alla soglia del 3% considerata accettabile a livello europeo per le infrastrutture pubbliche23. Di segno diverso è la valutazione di Marco Ponti, economista dei trasporti ed ex ordinario di Economia Applicata al Politecnico di Milano, che in un'intervista al Quotidiano Nazionale ha definito i benefici "consistenti ma non sufficienti a giustificare 13 miliardi e mezzo di costi", sostenendo che i costi potrebbero aumentare sensibilmente, fino a ipotizzare un possibile raddoppio della spesa, per via delle sfide tecnologiche legate a pilastri di oltre 300 metri e alla presenza di una faglia attiva nello Stretto24. Ponti segnala inoltre che buona parte del traffico previsto sarebbe di natura locale, e che il risparmio di tempo rispetto al traghetto si aggirerebbe attorno a un'ora, una stima che, se confermata, ridimensionerebbe l'argomento dell'opera come infrastruttura strategica nazionale24.
L'ambiente e la partita a Bruxelles
Lo Stretto di Messina è anche un corridoio migratorio di rilievo internazionale per rapaci e altre specie protette, e le due sponde ricadono in siti della rete Natura 20007. Nel corso del 2024 e del 2025 le associazioni Greenpeace, Legambiente, LIPU e WWF hanno presentato più reclami alla Commissione Europea, contestando tra l'altro la mancata gara d'appalto pubblica internazionale e la non corretta applicazione delle direttive Habitat e Uccelli25. A sostegno delle proprie posizioni, le associazioni hanno citato una valutazione dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) acquisita dalla Commissione VIA-VAS, secondo cui l'impatto diretto e indiretto dell'opera su alcune specie in stato di conservazione sfavorevole "non è mitigabile né compensabile"26. Il governo, dal canto suo, ha scelto la via della deroga prevista dalla normativa europea per "motivi imperativi di rilevante interesse pubblico", accompagnata da misure di compensazione ambientale i cui dettagli sono ancora in fase di definizione7.
L'ombra della criminalità organizzata e l'inchiesta sulla Corte dei Conti
Il fascicolo più delicato, in questo momento, non riguarda la tecnologia utilizzata, l'ambiente o la sismica, ma la stessa procedura di controllo che avrebbe dovuto garantire la legittimità dell'opera. Il 9 giugno 2026 la Procura di Roma ha reso nota un'indagine per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio a carico di tre persone: Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dal febbraio 2026; l'avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, già consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina; e l'imprenditore Vincenzo Virgiglio27,28. Secondo quanto riportato da ANSA sulla base degli atti della Procura, gli indagati avrebbero tentato di condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto, e in un secondo momento avrebbero puntato a coinvolgere altri giudici della sezione competente per ampliare la pressione sulle decisioni del collegio27,29. I carabinieri del ROS hanno eseguito perquisizioni a Roma, in provincia di Frosinone e in provincia di Reggio Calabria27. Le indagini sono tuttora in corso e, allo stato, non risultano accertamenti definitivi di responsabilità nei confronti degli indagati. Non è l'unico fronte giudiziario aperto sui conti dell'opera: il 27 luglio 2026 la CGIL, tramite il segretario generale Maurizio Landini, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere di accertare l'eventuale sussistenza di un danno erariale nella gestione del progetto, un'iniziativa che la società Stretto di Messina ha respinto, sottolineando di operare "nel pieno rispetto delle norme"30. Sul fronte della prevenzione, nel maggio 2025 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto per bloccare una norma, poi effettivamente stralciata dal decreto, che avrebbe consentito deroghe al quadro antimafia vigente concentrando poteri di supervisione nel Ministero dell'Interno, una misura sulla quale il ministro Salvini si era già espresso pubblicamente in favore31. Pochi mesi dopo, in un dibattito pubblico all'Università di Messina, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha chiesto esplicitamente più risorse per il monitoraggio dell'opera, in un confronto diretto con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha invece rivendicato il rafforzamento dei meccanismi di prevenzione già in atto32.
Cosa resta da capire
Il Ponte sullo Stretto, oggi, non è né la cattedrale nel deserto che i suoi critici più netti descrivono, né l'opera "blindata" senza incognite che la comunicazione istituzionale talvolta suggerisce. È un progetto ingegneristicamente ambizioso, con soluzioni tecniche (l'impalcato multi-cassone, il sistema di monitoraggio previsto) sviluppate proprio per rispondere alla combinazione unica di lunghezza record e ambiente ventoso e sismicamente attivo, con un potenziale reale di impatto economico per due regioni caratterizzate da livelli di reddito e occupazione inferiori alla media nazionale ed europea, che si scontra con un impianto di controlli, Corte dei Conti, Commissione Europea, magistratura ordinaria, che finora ha trovato più di un motivo per fermarsi e chiedere chiarimenti, e che ora si intreccia con un'inchiesta penale sulla stessa procedura di controllo. Nessuno di questi elementi cancella l'altro. Nei prossimi mesi, il passaggio decisivo sarà proprio quello già fallito una volta: se la Corte dei Conti concederà la registrazione, l'iter burocratico potrebbe davvero concludersi dopo vent'anni di stop and go; se i rilievi dovessero ripetersi, o se l'inchiesta di Roma dovesse produrre sviluppi rilevanti, sarà lecito chiedersi se non si tratti, questa volta, della fine del progetto.
Le fonti che ho usato
1 Il Sole 24 Ore, Ponte sullo Stretto, via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici alla progettazione esecutiva, 6 agosto 2026. https://www.ilsole24ore.com/art/ponte-stretto-via-libera-consiglio-superiore-lavori-pubblici-progettazione-esecutiva-AJix9kg
2 ANSA, La Corte dei Conti boccia il Ponte sullo Stretto. Meloni attacca: 'Ennesimo atto di invasione dei giudici', 29 ottobre 2025. https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2025/10/29/la-corte-dei-conti-boccia-il-ponte-sullo-stretto.-meloni-attacca-ennesimo_62954644-cdde-4faa-8faa-6b3474b74323.html
3 ANSA (Teleborsa), Ponte Stretto Messina, Corte dei Conti boccia progetto: "Viola habitat naturale", 27 novembre 2025. https://teleborsa.ansa.it/notiziario/economia/ponte-stretto-messina-corte-dei-conti-boccia-progetto-viola-habitat-naturale/
4 ANSA, Ponte sullo Stretto, due torri e campata da 3,3 km: tutti i numeri, 6 agosto 2025. https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2025/08/06/ponte-sullo-stretto-due-torri-e-campata-da-33-km-tutti-i-numeri_351a6a65-9f33-48a5-bc33-f5e9007596a2.html
5 Pagella Politica, Perché la Corte dei conti ha bocciato il progetto del ponte sullo Stretto, 1 dicembre 2025. https://pagellapolitica.it/articoli/motivazioni-bocciatura-corte-conti-ponte-stretto-messina
6 Normattiva, Testo coordinato del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, 9 maggio 2026. https://www.normattiva.it/eli/id/2026/05/09/26A02395/
7 ANSA, Ponte sullo Stretto, via libera alle compensazioni per l'habitat, 5 agosto 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/08/05/ponte-sullo-stretto-via-libera-alle-compensazioni-per-lhabitat_1c2aa4ef-7950-43bb-986d-676c60085a93.html
8 ANSA, Ponte Stretto: Ciucci, 'bene parere Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici', 6 agosto 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/08/06/ponte-stretto-ciucci-bene-parere-consiglio-superiore-dei-lavori-pubblici_a1e4f8fa-76b8-4cfc-937b-692056cf9005.html
9 ANSA, Invece del Ponte, in arrivo parere Consiglio Lavori Pubblici su ponte Stretto, 4 agosto 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/08/04/invece-del-ponte-in-arrivo-parere-consiglio-lavori-pubblici-su-ponte-stretto_dccb887e-4ae9-4e03-9658-d4d02defd4f4.html
10 Webuild Group (fonte primaria, gruppo costruttore), Ponte sullo Stretto di Messina. https://www.webuildgroup.com/it/ponte-sullo-stretto/ ↩ ↩2
11 Ingenio, Ponte sullo Stretto di Messina: prestazioni, aspetti tecnici e monitoraggio dell'infrastruttura "non solo ponte", marzo 2026. https://www.ingenio-web.it/articoli/l-opera-di-attraversamento-dello-stretto-di-messina-prestazioni-ed-aspetti-tecnici/
12 Strade & Autostrade Online, Ponte sullo Stretto di Messina: progettazione e vento, dicembre 2025. https://www.stradeeautostrade.it/ponti-e-viadotti/ponte-sullo-stretto-di-messina-progettazione-e-vento/
13 Stretto di Messina S.p.A. (fonte primaria, società concessionaria), Ponte sullo Stretto di Messina: aspetti sismici, faglie, altezza del ponte, transito navale, i cavi del sistema di sospensione e altre informazioni utili per conoscere meglio il progetto dell'opera. https://strettodimessina.it/web/ponte-sullo-stretto-di-messina-aspetti-sismici-faglie-altezza-del-ponte-transito-navale-i-cavi-del-sistema-di-sospensione-e-altre-informazioni-utili-per-conoscere-meglio-il-progetto-dell/
14 Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Lo Stretto di Messina crocevia di faglie attive (studio su campagna oceanografica Urania 2010, pubblicato su Scientific Reports, gruppo Nature). https://www.cnr.it/it/news/5425/lo-stretto-di-messina-crocevia-di-faglie-attive
15 Ingegneria Sismica Italiana, Pericolosità e rischio sismico nell'Italia meridionale: variazioni del regime di rilascio energetico tra sismicità storica e recente? (a firma del presidente INGV Fabio Florindo). https://www.ingegneriasismicaitaliana.com/news-isi/pericolosita-e-rischio-sismico-nella-italia-meridionale-variazioni-del-regime-di-rilascio-energetico-tra-sismicita-storica-e-recente
16 INGVterremoti (blog istituzionale INGV), Il terremoto del Golfo di Policastro del 21 marzo 1982: la delocalizzazione di Avena e di Laino Castello (contesto sulla crisi sismica calabrese del 1783), marzo 2026. https://ingvterremoti.com/2026/03/21/il-terremoto-del-golfo-di-policastro-del-21-marzo-1982-la-delocalizzazione-di-avena-e-di-laino-castello/
17 INGV — Osservatorio Etneo (Sezione di Catania), Pericolosità e rischio sismico in Sicilia. https://www.ct.ingv.it/osuct/index.php/it/news/42-pericolosita-e-rischio-sismico-in-sicilia
18 INGVterremoti (blog istituzionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Nuove ricerche svelano la complessità geologica dello Stretto di Messina (sintesi dello studio pubblicato su Tectonophysics), febbraio 2026. https://ingvterremoti.com/2026/02/17/nuove-ricerche-svelano-la-complessita-geologica-dello-stretto-di-messina/
19 Euronews, Stretto di Messina e geologia, cosa significa costruire un Ponte su una faglia attiva? (intervista a Gianluca Valensise, dirigente di ricerca INGV), 26 febbraio 2026. https://it.euronews.com/2026/02/26/stretto-di-messina-e-geologia-cosa-significa-costruire-un-ponte-su-una-faglia-attiva
20 Sky TG24, Ponte sullo Stretto di Messina, Ingv: 'Non è stata scoperta nessuna nuova faglia' (dichiarazioni del presidente INGV Fabio Florindo), 22 febbraio 2026. https://tg24.sky.it/cronaca/2026/02/22/ponte-stretto-messina-studio-faglia-ingv
21 Il Post, C'è un caso sulla valutazione del rischio sismico per il ponte sullo Stretto, 11 novembre 2024. https://www.ilpost.it/2024/11/11/ponte-stretto-messina-rischio-sismico/
22 Sky TG24, Ponte sullo Stretto, valutazione del rischio sismico. L'Ingv: 'Mai dato il via libera al progetto', 11 novembre 2024. https://tg24.sky.it/cronaca/2024/11/11/ponte-stretto-messina-ingv-rischio-sismico
23 Unioncamere, Il Ponte sullo Stretto di Messina: analisi costi-benefici e effetti positivi sull'economia locale e nazionale. https://www.unioncamere.gov.it/focus/il-ponte-sullo-stretto-di-messina-analisi-costi-benefici-e-effetti-positivi-sulleconomia-locale-e-nazionale
24 Quotidiano Nazionale, Ponte sullo Stretto, l'economista: "Opera positiva, occhio ai costi" (intervista a Marco Ponti), 7 agosto 2025. https://www.quotidiano.net/economia/ponte-sullo-stretto-benefici-rischi-rf813wj5
25 ANSA, Ponte Stretto, il Wwf pronto a fare ricorso alla Ue, 15 novembre 2024. https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/energia_energie/2024/11/15/ponte-stretto-il-wwf-pronto-a-fare-ricorso-alla-ue_fb9cbbde-ca8c-4abc-9de9-f3020eec4f8a.html
26 Legambiente / La Nuova Ecologia, Ponte sullo Stretto di Messina: nuovo reclamo all'UE delle associazioni (con citazione diretta del parere ISPRA), 4 agosto 2025. https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/ponte-sullo-stretto-di-messina-nuovo-reclamo-allue-delle-associazioni/
27 ANSA, Ponte sullo Stretto, tre persone indagate per corruzione. Anche un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, 9 giugno 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/06/09/ponte-sullo-stretto-la-procura-di-roma-indaga-per-corruzione_a23f4f73-30db-4f2b-8b39-f24f00b565e4.html
28 Il Fatto Quotidiano, Inchiesta per corruzione sul Ponte sullo Stretto. Indagato anche ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, 9 giugno 2026. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/ponte-stretto-corruzione-perquisizioni-notizie/8413475/
29 ANSA, Ponte sullo Stretto: 'Gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici', 10 giugno 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/06/10/ponte-sullo-stretto-gli-indagati-tentarono-di-corrompere-altri-due-giudici_a23f4f73-30db-4f2b-8b39-f24f00b565e4.html
30 ANSA, Ponte sullo Stretto, esposto della Cgil alla Corte dei conti per danno erariale, 27 luglio 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/07/27/cgil-presenta-un-esposto-alla-corte-dei-conti-per-danno-erariale_5e9966c8-61b1-4eb1-9182-d4cedf9d5519.html
31 Il Sole 24 Ore, Ponte Stretto, alt del Colle a Salvini: «Esistono già le regole antimafia». Ma il vicepremier insiste, 23 maggio 2025. https://www.ilsole24ore.com/art/ponte-stretto-colle-non-derogare-norme-antimafia-vigore-salvini-chiederemo-massimo-rigore-AHAuTUt
32 Il Fatto Quotidiano, Ponte sullo Stretto, Piantedosi: "Rafforzati meccanismi di prevenzione antimafia". Ma Melillo: "Servono più risorse", 17 settembre 2025. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/17/ponte-stretto-infiltrazioni-mafiose-scontro-notizie/8129848/
Credit immagine di copertina: European Space Agency