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21 agosto 2026Beta 1.60

Aggiunta la disciplina "Medicina" ed il Tool "Copertura Vaccinale" che richiama i dati OMS per la copertura vaccinale in Italia

5 agosto 2026Beta 1.50

Aggiunta la possibilità di cliccare su "leggi questo articolo", così potrete ascoltarli in versione audio, chiaramente automatizzata in base al vostro browser/sistema operativo. Potrebbe risultare un po' robotica. Fixato inoltre il css per i colori per facilitare la lettura della skin bianca.

3 agosto 2026Beta 1.40

Inseriti nuovi tools come: Siti UNESCO, Cavi sottomarini, Monitoraggio delle Aurore Boreali, Datazione al radiocarbonio e Curva dell'anidride carbonica

3 agosto 2026Beta 1.41

Aggiornamento GDPR e Sicurezza

2 agosto 2026Beta 1.30

#NuovoTool #Aggiornamento per la sezione strumenti. Nella parte #Ambiente ora è disponibile il tool “Sicurezza Meteo” con i dati forniti da @ministerosalute e @dpcgov_official sia sugli eventi per il caldo estremo, sia per quelli di maltempo, alluvioni e frane. Spero sia un tool gradito ed utile per rimanere informati costantemente. Buona domenica e rimanete idratati 💚 #Clima #Informazione

2 agosto 2026Beta 1.31

Nuovo tool: Doomsday Clock

1 agosto 2026Beta 1.23

Migliorata la compatibilità mobile, aggiunto il pulsante "ChangeLog" per poter visualizzare i cambiamenti effettuati in ordine cronologico. Migliorata la leggibilità ed il numero di articoli presenti nel frame principale. Fixato un bug della sezione Ultim'ora che non faceva apparire correttamente gli articoli.

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Missioni

Lo schianto sulla Luna di un secondo stadio di un Falcon 9 di SpaceX: storia di un esperimento involontario

Il 5 agosto 2026, alle 8:35 ora italiana, un rottame spaziale da quattro tonnellate colpirà la superficie lunare vicino al cratere Einstein a oltre 8.700 km/h. Pronta una rete di osservazione dell’evento, così che gli scienziati possano raccogliere dati utili, per uno schianto che non era previsto dal piano di volo

Lo schianto sulla Luna di un secondo stadio di un Falcon 9 di SpaceX: storia di un esperimento involontario

C'è un appuntamento cosmico fissato per domattina che nessuno ha programmato, e che la comunità scientifica internazionale ha deciso di sfruttare al massimo. Alle 06:34 UTC (le 8:34 ora italiana) del 5 agosto 2026, lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX colpirà la superficie lunare nei pressi del cratere Einstein, concludendo un viaggio di diciotto mesi attraverso lo spazio cislunare che non aveva mai avuto come destinazione programmata.

Lo stadio superiore del Falcon 9, lungo circa 13,8 metri e del peso di circa 4.000 chilogrammi era stato lanciato il 15 gennaio 2025 dal Kennedy Space Center in Florida, con a bordo due lander lunari commerciali: il Blue Ghost di Firefly Aerospace e il Resilience di ispace. Completata la sua missione, lo stadio si è trovato in una situazione di limbo orbitale: troppo alto per rientrare nell'atmosfera terrestre, privo di carburante sufficiente per allontanarsi dal sistema Terra-Luna.

Bloccato in un'orbita ellittica caotica con periodo di 26 giorni, le perturbazioni gravitazionali causate da Terra, Luna e Sole, insieme alla spinta cumulativa della pressione di radiazione solare, hanno lentamente modificato la sua traiettoria nel corso di diciotto mesi, fino a renderla un corso di collisione inevitabile con la Luna. Un lentissimo gioco di biliardo cosmico che si conclude domattina.

I dati sono stati calcolati con precisione dall'astronomo Bill Gray del Project Pluto, che traccia oggetti vicini alla Terra, e verificati da un team di 23 ricercatori coordinati da Benjamin Fernando del Los Alamos National Laboratory in uno studio pubblicato su arXiv il 16 luglio scorso. La velocità di impatto prevista è di 2,43 km/s, ovvero circa 8.750 km/h, con un angolo di 34 gradi dalla verticale, nelle vicinanze del cratere Einstein a circa 88° di longitudine ovest e 15° di latitudine nord. L'energia rilasciata sarà equivalente a circa tre tonnellate di tritolo. L'impatto dovrebbe creare un cratere di circa 27 metri di diametro e 5 metri di profondità. La posizione, sul bordo del lato visibile della Luna, in terreno illuminato dal Sole, è favorevole alle osservazioni da Terra, almeno in parte.

Questo non è il primo oggetto artificiale a colpire la Luna, ma è uno dei primi casi in cui l'evento è stato anticipato con sufficiente preavviso da poter organizzare una campagna osservativa sistematica. A differenza di impatti precedenti, il 2025-010D non trasporta payload secondari al momento dell'impatto: gli scienziati si aspettano quindi un singolo cratere, non doppio, e possono testare per la prima volta i modelli con parametri noti, massa, dimensioni e composizione sono tutti documentati.

Sul fronte terrestre, tre osservatori professionali hanno allocato tempo di osservazione: il telescopio da 3,5 metri dell'Astrophysical Research Consortium all'Apache Point Observatory in New Mexico per immagini ad alta cadenza; il Lowell Discovery Telescope da 4,3 metri in Arizona e lo strumento UVES sull'8,2 metri del Very Large Telescope dell'ESO in Cile.

Dallo spazio, il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA acquisirà immagini di riferimento del sito di impatto prima del 5 agosto e tornerà a fotografare il cratere fresco dopo l'evento, ripetendo il ruolo che aveva svolto dopo l'impatto accidentale del 2022. I dati raccolti saranno utili su più fronti: testare una pipeline per localizzare gli impatti sulla superficie lunare per futuri esperimenti sismici, investigare la dinamica della polvere e dei pennacchi da impatti sulla Luna, e valutare i rischi da detriti spaziali artificiali.

Al di là della scienza, l'impatto di domattina è anche un promemoria scomodo. L'evento evidenzia una certa carelessness su come i residui hardware spaziali vengono smaltiti. Lo stadio superiore del Falcon 9 è finito in questa situazione perché le missioni di iniezione trans-lunare lasciano gli stadi in orbite troppo energetiche per decadere naturalmente nell'atmosfera terrestre, ma non abbastanza energetiche da sfuggire al sistema Terra-Luna. Un limbo che, senza una pianificazione deliberata dello smaltimento, porta inevitabilmente a questo tipo di conclusione.

Lo schianto di domattina pone nuovamente l’accento sul problema dei detriti spaziali in orbita che sono in aumento: circa 35.000 oggetti sono attualmente tracciati dalle reti di sorveglianza spaziale. Con la Luna destinata ad ospitare basi permanenti nei prossimi decenni, la questione di cosa fare con i rottami nello spazio cislunare diventerà sempre più urgente.

Il paper di pianificazione osservativa è disponibile su arXiv (DOI: 10.48550/arxiv.2607.14625), a cura di Benjamin Fernando e collaboratori. Le previsioni orbitali sono di Bill Gray, Project Pluto.

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