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3 agosto 2026Beta 1.41

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#NuovoTool #Aggiornamento per la sezione strumenti. Nella parte #Ambiente ora è disponibile il tool “Sicurezza Meteo” con i dati forniti da @ministerosalute e @dpcgov_official sia sugli eventi per il caldo estremo, sia per quelli di maltempo, alluvioni e frane. Spero sia un tool gradito ed utile per rimanere informati costantemente. Buona domenica e rimanete idratati 💚 #Clima #Informazione

2 agosto 2026Beta 1.31

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Copernicus

Sentinel-3C è in orbita: si rafforza l’occhio europeo sulla Terra

Nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2026, un razzo Vega-C ha portato in orbita il terzo satellite della serie Sentinel-3 insieme alla sonda FLEX. Un lancio che racconta però due storie in una: quella di Copernicus, uno dei più vasti programmi di osservazione della Terra mai realizzati, e quella del Vega-C, il razzo europeo costruito da Avio che, dopo il fallimento del 2022, ha dovuto affrontare un lungo percorso per tornare al volo.

Sentinel-3C è in orbita: si rafforza l’occhio europeo sulla Terra

Alle 01:21 UTC del 15 settembre 2026, le 03:21 in Italia, un razzo Vega-C ha lasciato lo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, portando con sé due satelliti destinati a osservare la Terra da circa 814 chilometri di quota. La missione, denominata VV30, si è conclusa con il rilascio dei due satelliti e l'acquisizione dei primi segnali da parte delle stazioni di terra.

È una notizia che vale la pena raccontare per intero, perché mette insieme molti aspetti di questa nuova era dell’esplorazione spaziale, che però in questo caso riguarda da vicino il nostro pianeta. L’osservazione della Terra, in questo caso infatti, comprende discipline come la ricerca sul clima, fisiologia delle piante oltre al non trascurabile dettaglio geopolitico dell’autonomia europea nell'accesso allo spazio.

Che cos’è Copernicus: la costellazione europea che monitora il pianeta

Copernicus è la rete di osservazione della Terra del Programma Spaziale dell'Unione Europea. È gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con partner tra cui l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ed EUMETSAT, e mette a disposizione un'enorme quantità di dati e servizi accessibili a istituzioni, ricercatori, aziende e cittadini.

La sua componente spaziale si basa in gran parte sulle missioni Sentinel, progettate per effettuare osservazioni complementari della superficie terrestre, degli oceani e dell'atmosfera.

Sentinel-1 utilizza un radar ad apertura sintetica (SAR), capace di osservare la superficie terrestre di giorno e di notte e attraverso le nubi. I suoi dati permettono, tra le altre cose, di seguire ghiacciai e ghiaccio marino, deformazioni del terreno, alluvioni e numerosi fenomeni legati alla superficie terrestre e agli oceani. Sentinel-1A è stato lanciato nel 2014; Sentinel-1B è stato ritirato dal servizio dopo un'anomalia tecnica, mentre Sentinel-1C è stato lanciato nel dicembre 2024 anche lui a bordo di un Vega-C.

Sentinel-2 è invece la grande camera multispettrale della costellazione. I suoi strumenti osservano la Terra in 13 bande spettrali dal visibile all'infrarosso, raggiungendo una risoluzione spaziale fino a 10 metri. I dati Sentinel-2 vengono utilizzati per studiare vegetazione, agricoltura, uso del suolo, acque interne e conseguenze di incendi, alluvioni e altri disastri. Sentinel-2A è stato lanciato nel 2015, Sentinel-2B nel 2017 e Sentinel-2C nel settembre 2024.

Sentinel-3, ovvero la famiglia a cui appartiene il satellite appena lanciato, è dedicata soprattutto all'oceanografia e al monitoraggio terrestre su scala globale. Rispetto a Sentinel-2 privilegia la copertura di grandi aree e un'elevata frequenza delle osservazioni. Misura, tra le altre grandezze, temperatura superficiale del mare e della terra, colore degli oceani, altezza della superficie marina, ghiacci e caratteristiche della vegetazione.

Sono dati che contribuiscono a ricostruire lo stato degli oceani, seguire fenomeni come le fioriture algali, monitorare la temperatura marina e studiare la dinamica delle grandi masse d'acqua.

Sentinel-6 è invece specializzato nell'altimetria radar degli oceani e nella misura estremamente precisa dell'altezza della superficie marina, proseguendo una serie di osservazioni satellitari iniziata negli anni Novanta e fondamentale per lo studio dell'innalzamento del livello del mare.

Sentinel-4 e Sentinel-5 osservano la composizione dell'atmosfera. A differenza di quanto si potrebbe pensare guardando soltanto alla numerazione delle missioni, entrambi sono già nello spazio: Sentinel-4 è stato lanciato il 1° luglio 2025 a bordo del satellite meteorologico MTG-S1, mentre Sentinel-5 è stato lanciato il 13 agosto 2025 a bordo di MetOp-SG-A1. Il primo osserva soprattutto l'Europa da un’orbita geostazionaria con aggiornamenti orari; il secondo fornisce una copertura globale giornaliera da un’orbita polare. Insieme permettono di monitorare numerosi gas atmosferici, aerosol, ozono e inquinanti rilevanti per qualità dell'aria e clima.

A queste missioni si aggiungono le Sentinel Expansion Missions, sviluppate per ampliare ulteriormente le capacità di Copernicus. Tra queste c'è CO2M, destinata in particolare alla misura delle emissioni antropogeniche di anidride carbonica, insieme a missioni dedicate a vegetazione, temperatura terrestre, ghiacci e altri parametri ambientali.

Uno sguardo più da vicino a Sentinel-3C: cosa fa e perché serve

Sentinel-3C è il terzo satellite della serie Sentinel-3.

Secondo i dati aggiornati dell'ESA, ha una massa al lancio di circa 1.150 chilogrammi, è alto circa 3,7 metri e misura 2,2 × 2,2 metri alla base. Opererà in un'orbita polare eliosincrona a un'altitudine media di circa 814,5 chilometri. La vita operativa nominale prevista è di sette anni, mentre il satellite trasporta consumabili sufficienti per un periodo più lungo.

È stato realizzato con Thales Alenia Space come prime contractor del satellite.

A bordo porta quattro strumenti scientifici principali.

L'OLCI, ossia “Ocean and Land Colour Instrument” è uno spettrometro che osserva la Terra in 21 bande comprese approssimativamente tra 400 e 1.020 nanometri. Ha una larghezza di scansione di circa 1.270 chilometri e permette di studiare colore dell'oceano, qualità delle acque, vegetazione e caratteristiche della superficie terrestre.

Il SLSTR, che sta per “Sea and Land Surface Temperature Radiometer” misura con grande accuratezza la temperatura della superficie marina e terrestre. Le serie di misure di questo tipo sono fondamentali per meteorologia, oceanografia e studio del clima.

Il SRAL, cioè “Synthetic Aperture Radar Altimeter” utilizza l'altimetria radar per misurare con precisione la distanza tra satellite e superficie terrestre. Permette così di ricavare informazioni sull'altezza della superficie marina, sulle onde, sui ghiacci e sui livelli di fiumi e laghi.

Il MWR, “Microwave Radiometer” misura la radiazione a microonde a due frequenze e permette, tra le altre cose, di correggere l'effetto del vapore acqueo atmosferico sulle misurazioni altimetriche.

A questi strumenti si aggiunge un retroriflettore laser utilizzato per il satellite laser ranging: stazioni a Terra possono inviare impulsi laser verso il satellite e misurarne il ritorno, contribuendo alla determinazione estremamente precisa dell'orbita.

Sentinel-3C, possiamo dire, introduce quindi una rivoluzione completamente nuova rispetto ai suoi predecessori, bensì il suo ruolo fondamentale è garantire e rafforzare la continuità di una serie di osservazioni ambientali che dura ormai da un decennio.

Sentinel-3A è stato lanciato nel febbraio 2016 ed è ancora operativo, ma ha superato la propria vita nominale. Sentinel-3B, lanciato nel 2018, completa la costellazione attuale. L'arrivo di Sentinel-3C permette di preservare la continuità delle misure e di mantenere una configurazione a più satelliti senza aspettare che un veicolo ormai anziano smetta di funzionare.

Non solo Sentinel ma anche FLEX: misurare la fotosintesi dallo spazio

Nello stesso volo viaggiava comunque anche FLEX, il Fluorescence Explorer, una missione scientifica dell'ESA appartenente al programma Earth Explorer.

Il suo obiettivo, a dir poco affascinante, è quello di osservare dallo spazio uno dei segnali più deboli prodotti dalla vegetazione e usarlo per capire quanto efficacemente le piante stanno effettuando la fotosintesi.

Quando le molecole di clorofilla assorbono la luce solare infatti, gran parte dell'energia viene utilizzata nei processi fotosintetici o dissipata sotto forma di calore. Una piccolissima parte viene però riemessa sotto forma di fluorescenza.

È un bagliore estremamente debole, invisibile all'occhio umano, ma contiene informazioni preziose sul funzionamento della vegetazione.

FLEX è la prima missione satellitare progettata specificamente per effettuare misure globali e sistematiche della fluorescenza della vegetazione con caratteristiche spaziali e spettrali pensate espressamente per studiare l'attività fotosintetica.

Il cuore della missione è FLORIS — Fluorescence Imaging Spectrometer — uno spettrometro ad alta risoluzione spettrale capace di separare il debole segnale di fluorescenza dalla molto più intensa radiazione solare riflessa dalla superficie.

L'obiettivo è produrre mappe globali regolari della fluorescenza vegetale, permettendo agli scienziati di studiare dove e quando le piante sono fotosinteticamente attive, come reagiscono allo stress idrico e termico e come cambiano gli scambi di carbonio tra biosfera e atmosfera.

La vegetazione terrestre svolge infatti un ruolo fondamentale nel ciclo globale del carbonio. Sapere non soltanto quanta vegetazione è presente, ma quanto efficacemente sta funzionando la sua fotosintesi, può migliorare la comprensione degli ecosistemi e dei loro rapporti con clima e disponibilità d'acqua.

FLEX volerà in formazione coordinata con Sentinel-3, sfruttando in particolare le osservazioni complementari dei suoi strumenti. È proprio la combinazione dei due satelliti a rendere scientificamente potente il lancio VV30: Sentinel-3 descrive numerose proprietà fisiche e ottiche della superficie, mentre FLEX aggiunge informazioni direttamente legate al funzionamento fotosintetico della vegetazione.

Vega-C: il ritorno di un lanciatore europeo

Il secondo protagonista del lancio è il razzo.

Vega-C è il lanciatore leggero europeo evoluzione del Vega originale. Il programma è guidato dall'ESA e Avio è il prime contractor e design authority del vettore.

Il razzo è alto circa 35 metri e pesa circa 210 tonnellate sulla rampa di lancio. Utilizza tre stadi principali a propellente solido, seguiti dallo stadio superiore AVUM+, a propellente liquido e riaccendibile, che permette di effettuare manovre orbitali e rilasciare con precisione i satelliti.

Il primo volo di Vega-C, nel luglio 2022, fu un successo.

Il secondo, VV22, terminò invece con la perdita del lanciatore e dei suoi due satelliti.

La missione partì nella notte tra il 20 e il 21 dicembre 2022 trasportando i satelliti commerciali Pléiades Neo 5 e 6 di Airbus. Dopo il funzionamento nominale del primo stadio e l'accensione del secondo, lo Zefiro-40, la pressione nella camera di combustione iniziò a diminuire e la missione fallì.

L'inchiesta indipendente istituita da ESA e Arianespace individuò la causa immediata in un'erosione termomeccanica anomala dell'inserto in carbonio-carbonio della gola dell'ugello dello Zefiro-40, un componente che Avio aveva approvvigionato in Ucraina. Le successive analisi indicarono come probabile causa un problema di omogeneità del materiale.

L'indagine non rilevò invece una debolezza intrinseca nel progetto dello Zefiro-40.

Fu deciso di non utilizzare più quel particolare materiale. Per il nuovo inserto venne scelta una diversa soluzione in carbonio-carbonio prodotta da ArianeGroup, già impiegata su altri motori della famiglia Vega. Seguirono nuovi test, verifiche e attività di qualificazione.

Il problema ebbe tuttavia conseguenze importanti per l'Europa.

Vega-C rimase a terra mentre il continente attraversava contemporaneamente una fase particolarmente delicata per l'accesso autonomo allo spazio dato che Ariane 5 era arrivato alla fine della propria carriera ed Ariane 6 non era ancora entrato pienamente in servizio mentre l'utilizzo dei Soyuz russi dalla Guyana francese era terminato dopo l'invasione russa dell'Ucraina.

Vega-C tornò al volo nel dicembre 2024 con la missione VV25, portando in orbita Sentinel-1C.

Nel maggio 2026 il vettore ha poi lanciato con successo la missione scientifica SMILE, il Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer, sviluppata congiuntamente dall'ESA e dall'Accademia Cinese delle Scienze.

Con VV30, Vega-C torna ancora una volta al servizio delle missioni scientifiche e di osservazione terrestre europee.

Dal 2026 è inoltre iniziata una nuova fase nella gestione commerciale del sistema Vega: Avio ha assunto direttamente il ruolo di launch service provider, oltre a quello industriale già ricoperto nel programma.

Le fonti che ho usato: European Space Agency (ESA), “FLEX and Sentinel-3C launched”, 15 settembre 2026; ESA, Sentinel-3 Facts and Figures; ESA, FLEX mission pages e Facts and Figures; ESA, Sentinel Missions; ESA, Sentinel-4 e Sentinel-5 Facts and Figures; ESA/Arianespace, Independent Enquiry Commission sul volo VV22; ESA, missione SMILE; Commissione Europea/Copernicus; EUMETSAT; Thales Alenia Space; Avio.

Crediti immagine: ESA

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